Orari di ufficio: Lun-Ven: 08:00-13:00 / 14:00-17:30 - NB: Martedì 27 Aprile chiusura per festa padronale

Il cambiamento climatico e la sicurezza alimentare

Il cambiamento climatico e la sicurezza alimentare

20 Novembre 2020
|

Il cambiamento climatico costituisce un fattore determinante per i rischi emergenti per la sicurezza degli alimenti e dei mangimi, la salute delle piante e degli animali (comprese le specie terrestri e acquatiche) e la qualità nutrizionale degli alimenti.

L’EFSA, European Food Safety Authority ha da poco pubblicato un interessante rapporto dal titolo: “Il cambiamento climatico come driver dei rischi emergenti per la sicurezza di alimenti e mangimi, della salute delle piante e degli animali e la qualità nutrizionale[1]. Il rapporto identifica una serie di rischi e problematiche emergenti a lungo termine in relazione al cambiamento climatico e ne delinea le possibilità di rischio nei confronti di animali, piante ed esseri umani. Vengono identificati dall’EFSA alcuni “driver” presi come indicatori.

Questi indicatori vengono valutati secondo lo schema definito “STEEPLE” (sociale, tecnologico, economico, ambientale, politico, legale ed etico). I driver includono la crescita demografica, la globalizzazione, la scarsità di risorse ed energia, il rallentamento della produttività agricola, l’instabilità dei prezzi, il cambiamento delle tendenze alimentari e l’antibiotico-resistenza. Tra essi, in relazione ai rischi emergenti per la sicurezza alimentare, c’è anche il cambiamento climatico.

L’EFSA identifica le seguenti categorie di competenza:

  • Pericolo biologico per la salute umana: identificate 25 problematiche potenziali per la salute umana – tra queste le più pericolose sono Vibrio spp., Campylobacter spp., Norovirus e Cryptosporidium spp.. Le indagini hanno rilevato come diversi patogeni che si trovano in ambiente marino e che sono coinvolti nella contaminazione fecale delle acque, mostrino un tasso di crescita crescente a temperature d’acqua più elevate;
  • Salute e benessere animale: individuate 34 problematiche potenziali con probabilità di emergenza da moderata ad alta, legate alla presenza di vettori (Leishmania, Febbre della Valle del Rift, presenza di insetti dei generi Culex e Aedes, ecc.); dalle analisi si rileva come alcune malattie tropicali stanno avanzando verso nord a causa dell’aumento della temperatura globale;
  • Salute delle piante: tra le 17 problematiche emerse ci sono Xylella fastidiosa e Bactrocera oleae [2](la mosca dell’olivo); in questa categoria sono compresi anche i pesticidi non regolamentati in Europa, oltre alle spece allogene considerate pericolose;
  • Contaminanti: tossine algali (es. acido domoico), tossine di alcune specie ittiche (es. ciguatossina o tetraodontotossine), aflatossine, materiali plastici e metalli pesanti;
  • Qualità Nutrizionale: carenza di micronutrienti, correlata a livelli più bassi di micronutrienti osservati nelle piante, a seguito di maggiori concentrazioni atmosferiche di CO2.[3]

Figura 1 EFSA Climate change and Emerging risks for Food Safety https://toolkit.climate.gov/image/2005 – “Dagli allevamenti alla tavola”.

Il progetto CLEFSA (Cambiamento climatico e rischi emergenti per la sicurezza alimentare) mira a sviluppare e testare nuove metodologie per l’identificazione, la caratterizzazione e l’analisi dei rischi emergenti legati al cambiamento climatico. Questo è un compito impegnativo, dato il numero e la diversità dei pericoli da considerare e le grandi incertezze implicate. Il progetto fornisce un elenco di problematiche / rischi emergenti potenzialmente legati al cambiamento climatico e caratterizza questi temi / rischi in termini di potenziale impatto, probabilità di emergenza, altri criteri di qualificazione, indicatori degli effetti del cambiamento climatico e l’incertezza associata.

Il progetto CLEFSA si è svolto in collaborazione con l’Organizzazione Mondiale per la Salute Animale, il Centro Europeo per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie, progetto EuroCigua, programma GlobalHAB, Agenzia Europea per l’Ambiente, Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura, Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’UNESCO, Centro Comune di Ricerca, Università della California, Università di Firenze, Programma Ambientale delle Nazioni Unite, Organizzazione Mondiale della Sanità, Organizzazione Meteorologica Mondiale, Consiglio Nazionale delle Ricerche

Rimandiamo all’interessante documento del CeIRSA (Centro interdipartimentale di ricerca e documentazione sulla Sicurezza Alimentare) che ne cura una sintesi:link

Qui in link del rapporto originale dell’EFSA


[1] EFSA Climate change and Emerging risks for Food Safety https://efsa.onlinelibrary.wiley.com/doi/epdf/10.2903/sp.efsa.2020.EN-1881

[2] EFSA Climate change and Emerging risks for Food Safety  p. 64 https://efsa.onlinelibrary.wiley.com/doi/epdf/10.2903/sp.efsa.2020.EN-1881

[3] EFSA  https://efsa.onlinelibrary.wiley.com/action/downloadSupplement?doi=10.2903%2Fsp.efsa.2020.EN-1881&file=efs31881e-sup-0001-Appendix-B.pdf